Tra virgolette
L’opposizione avrà vinto se Putin è costretto al secondo turno
Se negli Stati Uniti e in Francia si annuncia una serrata battaglia elettorale per la presidenza, in Russia l’esito delle elezioni sembra, ancora una volta, scontato. Dalla cella siberiana in cui si trova dal 2003, l’ex magnate del petrolio Mikhail Khodorkovsky invita, scrivendo su alcuni giornali internazionali come l’International Herald Tribune e il Guardian, a guardare oltre l’esito del voto ce domenica prossima eleggerà il successore di Dimitri Medvedev al Cremlino.
20 AGO 20

Se negli Stati Uniti e in Francia si annuncia una serrata battaglia elettorale per la presidenza, in Russia l’esito delle elezioni sembra, ancora una volta, scontato. Dalla cella siberiana in cui si trova dal 2003, l’ex magnate del petrolio Mikhail Khodorkovsky invita, scrivendo su alcuni giornali internazionali come l’International Herald Tribune e il Guardian, a guardare oltre l’esito del voto ce domenica prossima eleggerà il successore di Dimitri Medvedev al Cremlino. “I poveri, la classe media e i benestanti hanno riempito le strade, indignati per i brogli attuati nelle elezioni legislative dello scorso dicembre”, sottolinea Khodorkovsky, aggiungendo però che mentre Putin irrideva i manifestanti, le autorità consentivano la registrazione di nuovi partiti politici.
“Queste novità potrebbero cambiare molte cose in Russia, avviando trasformazioni ancor più radicali”, dice l’ex capo del colosso Yukos. Nel frattempo, però, l’opposizione “dovrà strutturarsi in due o tre nuovi partiti che abbiano la capacità e la forza di sfidare lo status quo, evitando di frammentarsi in una miriade di gruppi rivali”.
Khodorkovsky, che dovrebbe essere rilasciato nel 2016, si augura una forte affluenza ai seggi, che possa così mandare un chiaro segnale sulla reale voglia di cambiamento. “Se questa volta Putin fosse costretto al secondo turno si avrebbe infatti la conferma che il cambiamento procede sulla strada giusta, senza lo spettro di una guerra civile”. Il paragone è con la primavera araba: “Dal Cairo a Damasco, da Mosca a Magadan, la gente vuole essere trattata con dignità e rispetto. Nessuno può impedire la mobilitazione attraverso le nuove tecnologie”.
L’obiettivo, aggiunge Khodorkovsky, è raggiungere il ballottaggio, perché solo così si potrà spingere il paese lungo il percorso di un vero e positivo cambiamento, portando il vincitore delle elezioni a tenere una condotta più prudente e aperta verso l’opposizione. Anche l’occidente dovrebbe guardare alla Russia con occhi diversi, “smettendola di legittimare un regime che inganna il suo popolo”. La strada è ancora lunga, ma presto “il mondo intero si accorgerà che il cambiamento politico in Russia è inevitabile”.
“Queste novità potrebbero cambiare molte cose in Russia, avviando trasformazioni ancor più radicali”, dice l’ex capo del colosso Yukos. Nel frattempo, però, l’opposizione “dovrà strutturarsi in due o tre nuovi partiti che abbiano la capacità e la forza di sfidare lo status quo, evitando di frammentarsi in una miriade di gruppi rivali”.
Khodorkovsky, che dovrebbe essere rilasciato nel 2016, si augura una forte affluenza ai seggi, che possa così mandare un chiaro segnale sulla reale voglia di cambiamento. “Se questa volta Putin fosse costretto al secondo turno si avrebbe infatti la conferma che il cambiamento procede sulla strada giusta, senza lo spettro di una guerra civile”. Il paragone è con la primavera araba: “Dal Cairo a Damasco, da Mosca a Magadan, la gente vuole essere trattata con dignità e rispetto. Nessuno può impedire la mobilitazione attraverso le nuove tecnologie”.
L’obiettivo, aggiunge Khodorkovsky, è raggiungere il ballottaggio, perché solo così si potrà spingere il paese lungo il percorso di un vero e positivo cambiamento, portando il vincitore delle elezioni a tenere una condotta più prudente e aperta verso l’opposizione. Anche l’occidente dovrebbe guardare alla Russia con occhi diversi, “smettendola di legittimare un regime che inganna il suo popolo”. La strada è ancora lunga, ma presto “il mondo intero si accorgerà che il cambiamento politico in Russia è inevitabile”.